Milano. Esposizione “Il Duomo al tempo di Leonardo”

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Il Duomo al tempo di Leonardo. Ingresso alla mostra. © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

È l’ultimo dei grandi eventi che si svolgono a Milano per celebrare i 500 anni trascorsi dalla morte di Leonardo da Vinci: Il Duomo al tempo di Leonardo. E non a caso è curato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo e ha luogo nel suo Museo, con l’esposizione Leonardo torna in Duomo: una mostra per riscoprire i segreti del progetto per il tiburio della Cattedrale (dal 22 novembre 2019 al 23 febbraio 2020): perché , come sostiene Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano e Direttore dell’Area cultura e conservazione della Veneranda Fabbrica «con questo ricordiamo non solo Leonardo o, come lui, i tanti artisti, scienziati e tecnologi che hanno partecipato alla costruzione della Cattedrale, ma celebriamo innanzi tutto proprio l’opera della Veneranda Fabbrica, la più antica istituzione operante in città. Un’organizzazione attiva che dalla sua apertura nel 1387 conserva anno per anno la memoria di tutte le vicissitudini che hanno accompagnato Milano. Perché la cattedrale ne è il vero cuore, la sua viva testimonianza. E proprio per questo l’opera di conservazione è volta non solo a mantenere l’architettura storica, ma a migliorarla e aggiornarla. La Chiesa è istituzione operante, non silente reliquia».

Locandina. Mostra “Il Duomo al tempo di Leonardo”

E Stefano Bruno Galli, Assessore regionale alla cultura, nella conferenza di presentazione dell’evento espositivo ha indicato come sia coerente che proprio in questa città tante siano state le celebrazioni per il da Vinci, poiché «questi è stato anzitutto milanese e lombardo, molto più che fiorentino o toscano. A Milano è stato a lungo, e non solo vi ha compiuto tante opere immortali, ma ha dato vita alla scuola leonardesca in Lombardia, sia in ambito artistico, sia in ambito tecnologico: senza distinzione, senza separazione tra le due. Secondo un’unità di intenti e di azione che si ritrova esposta al meglio proprio nei disegni da lui preparati per il tiburio del Duomo». La cui progettazione, ha continuato Bruno Galli «costituisce un episodio poco noto, ma di assoluto rilievo del percorso milanese di Leonardo. La costruzione del tiburio infatti richiese un tempo lunghissimo e coinvolse le migliori intelligenze ingegneristiche e architettoniche dell’epoca che parteciparono in una sorta di concorso di idee per risolvere il formidabile rompicapo derivante dalla necessità di armonizzare coerenza estetica e stabilità strutturale. Presso la Veneranda Fabbrica si verificò una competizione tra visioni differenti, tra tradizione e innovazione che, per il peso delle personalità coinvolte, testimonia la centralità del Ducato di Milano nel panorama culturale del Rinascimento».

Sezione del tiburio del Duomo,© Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

Il progetto di Leonardo non fu realizzato, ma la sua opera, che peraltro aveva offerta sua sponte, gli venne regolarmente pagata «con una rapidità che forse oggi, in epoca di partite Iva, non sarebbe facilmente ripetibile» ha notato Fedele Confalonieri, Presidente attuale della Veneranda Fabbrica.

Oggi la mostra, il cui spunto nasce dalla partecipazione di Leonardo a una parte del percorso edificatorio della cattedrale, ha evidenziato Confalonieri «offre l’occasione per ricordare con quanta avvedutezza e ponderatezza si sia sempre mossa la Veneranda Fabbrica, coinvolgendo e stimolando confronti tre le menti migliori di ogni epoca».

Mandati di pagamento a favore di Leonardo da Vinci, Registro 263, f. 81v. © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

Sono cinque le sezioni in cui si articola l’esposizione.

La prima riguarda il Cantiere del Duomo nel Quattrocento e vi si evidenzia l’importanza che all’epoca ricopriva la costruzione dei modelli dell’opera che si intendeva realizzare. In quegli anni prima il Filarete e poi Giovanni Solari diressero il cantiere, mentre si completava la demolizione della precedente basilica di Santa Tecla e la costruzione del Duomo avanzava nella piazza antistante.

Tra l’altro in questa sezione si espongono le statue policrome di due angeli, appena restaurate anche grazie al contributo di Borsa Italiana («il mecenatismo culturale è sempre più presente al nostro interno» ha evidenziato Valentina Sidoti, responsabile del progetto “Finance of Fine Ars” di Borsa Italiana «perché il patrimonio culturale è universalmente riconosciuto come una carta vincente per il Made in Italy»).

Angeli. Il Duomo al tempo di Leonardo © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

La seconda sezione riguarda il Cantiere Armonico di Franchino Gaffurio. Infatti l’illustre musicista allestì in Duomo un vero e proprio “cantiere armonico” per riorganizzare e dirigere il coro di adulti e di fanciulli e per comporre musiche ad hoc le cui partiture venivano esposte in Libroni, grandi a sufficienza perché gli elementi del coro potessero seguirne con facilità la notazione.

Il Duomo al tempo di Leonardo. Librone 1 nell’espositore ©Veneranda-Fabbrica-del-Duomo-di-Milano

La figura di Gaffurio, che fu anche teorico della musica, è rilevante pure nell’ambito della progettazione architettonica dell’epoca. Del resto le proporzioni armoniche espresse in forma matematica sono comuni alla musica come all’architettura.

Il Duomo al tempo di Leonardo. Proporzioni armoniche negli studi di progetto © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano4

Nell’ambito dell’esposizione si possono non solo osservare le pagine dei Libroni, ma anche ascoltare le musiche originali composte dal Gaffurio, nell’esecuzione della Schola Cantorum Basiliensis, seguendone l’evoluzione sulle pagine digitalizzate del Librone 1 che mostrano le notazioni originali e quelle contemporanee, curate in collaborazione col Laboratorio di Informatica Musicale dell’Università degli Studi di Milano, su supporti realizzati anche grazie al contributo della fabbrica di orologi svizzera Eberhard che, come ha ricordato il suo Amministratore delegato in Italia, Mario Peserico, essendo a sua volta latrice di una tradizione storica consolidata (è sorta nel 1887), si sente vicina all’opera della Fabbriceria milanese, per la quale ha anche contribuito alla digitalizzazione di parte degli archivi storici.

Il Duomo al tempo di Leonardo. Documentazione della Fabbriceria e, dietro l’espositore, di Benedetto Briosco, Sant’Agnese, marmo di carrara, cm 191x69x42, 1491,

La terza sezione riguarda Leonardo e il Duomo e in particolare il modello di tiburio che il da Vinci presentò a più riprese ai fabbricieri, a partire da quando si propose per tale impresa con una lettera datata 1487 e conservata nell’Archivio del Duomo. Anche alcuni fogli del Codice Atlantico conservati nella Biblioteca Ambrosiana riprendono il modello del tiburio preparato da Leonardo.

La quarta sezione riguarda la Sfida del Tiburio, ovvero il confronto tra le proposte di Leonardo, Bramante, Luca Fancelli e Francesco di Giorgio Martini, il quale ultimo alla fine contribuì all’opera effettivamente realizzata insieme con gli architetti lombardi Giovanni Antonio Amadeo e Giacomo Dolcebuono. Le discussioni intercorse includono un’opinione redatta da Bramante e le argomentazioni portate da Leonardo a sostegno dei loro progetti, che nell’insieme rappresentano un importante contributo teorico all’arte del costruire.

Il Duomo al tempo di Leonardo © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

La quinta sezione riguarda la Guglia Maggiore: solo la realizzazione di questa infatti, avvenuta tra il 1765 e il 1770 su progetto di Francesco Croce, all’epoca Architetto della Fabbrica, conclude la vicenda edificatoria che origina col “concorso di idee” sul progetto del tiburio.

Se si apre online il sito del Duomo di Milano https://www.duomomilano.it/it/ si possono ottenere tutte le informazioni riguardanti l’esposizione leonardesca, insieme alle tante notizie storiche e tecnologiche sulla Cattedrale. Ma si noterà anche quanto ricca sia l’agenda di eventi e incontri svolti e in preparazione: perché il Duomo è anche attivatore di energie culturali per la città e per i turisti che vi giungono. Un cantiere aperto, perché una grande basilica non può “dormire” mai. Né mai sarà veramente conclusa.

Il Duomo al tempo di Leonardo

Sala Gian Galeazzo

Museo del Duomo di Milano

Piazza Duomo 12

22 novembre 2019 – 23 febbraio 2020

Mostra aperta tutti i giorni, dalle 10,00 alle 18,00 (chiusura biglietteria h 17,00)

Biglietti a partire da 6,00 / 3,00 euro

Informazioni: info@duomomilano.it tel 0039.02.72023375

Il Duomo al tempo di Leonardo. Mostra. © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

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