Di Davide Arecco
Gli archeoastronomi hanno scoperto in tempi relativamente recenti che, dal meridiano di Giza, la sola linea longitudinale che attraversa l’Inghilterra passa per il maggiore sito sacro dell’isola, ovverosia Canterbury. La prima cattedrale inglese venne costruita a Canterbury, poco dopo l’arrivo di Agostino in Inghilterra, nel 597. In precedenza, sul sito sorgeva la capitale del Regno di Ethelbert, monarca sassone che si fece cristiano. Il sovrano, stando a quanto è segnalato dai Memorials of Canterbury compilati dal sacerdote, decano di Westminster e storiografo Arthur Dean Stanley (1815-1881), fece dono del sito di un tempio pagano – quindi, celtico-druidico – appartenuto ai Britanni, ad Agostino, che, in obbedienza ai decreti di Gregorio Magno di servirsi di siti in passato pagani, per edificarvi edifici cristiani, vi fece costruire dapprima un’abbazia e poi nelle immediate vicinanze di quest’ultima una chiesa cattedrale.
Abitata da popolazioni anglo-celtiche, già da svariati secoli prima di Cristo, Canterbury – la Durovernum Cantiacorum degli antichi documenti latini – si trasformò da villaggio in centro cittadino, nel I secolo, rifondata dai Romani come foro commerciale. Nel 560, Canterbury diventò poi la capitale del Regno Anglosassone del Ket, quattro decenni prima che Agostino vi fondasse la prima diocesi cristiana in terra britannica. Battezzare il Re del Kent significò simbolicamente completare l’evangelizzazione, iniziata da Agostino applicando i programmi religiosi gregoriani, delle terre inglesi. Due monumenti, in particolare, posseggono, nella Cattedrale di Canterbury, un alto valore emblematico, per la storia della Chiesa inglese antica ed alto-medievale: i suoi primi passi (evocati dalla chiesa di San Martino) e i suoi momenti di gloria vissuti tra le pareti della Cattedrale almeno sino alla Riforma anglicana.
Prima della venuta degli invasori romani, il piccolo villaggio di Durwhern, centro amministrativo del Kent, era già collegato a Londra. Successivamente, la regione venne conquistata, prima dagli Iuti e poi dagli Angli, diventando un regno sassone, nel VI secolo. E di quelle origini sassoni, il sito era particolarmente orgoglioso: la stessa denominazione di esso significava ‘la città degli uomini del Kent’. A quell’epoca, l’Inghilterra era ancora in prevalenza pagana e legata alle cerimonie dell’antico druidismo delle popolazioni celtico-britanniche e alle tradizioni gallesi ed irlandesi. Canterbury diventò il centro e fulcro della cristianizzazione dei territori inglesi, da allora la capitale spirituale dell’isola, sede primaziale della Chiesa di Roma e in seguito di quella d’Inghilterra. Quando nel 597 Agostino e i suoi monaci sbarcarono sulle coste del Kent, inviati da Gregorio Magno per convertire i Sassoni, furono accolti in maniera amichevole da Ethelbert, allora il Re del Kent e di Bretwalda. Il monarca di Canterbury – per quanto ancora legato all’antica fede pagana – era sposato con una principessa dei Franchi già convertita al cristianesimo e tale aspetto facilitò la missione evangelizzatrice. Era stata lei a fondare, tra l’altro, la chiesa di San Martino, il più antico luogo consacrato della storia d’Inghilterra. Il primo tempio cristiano del sacro in Albione, all’origine della stessa Canterbury.
Poco dopo la conversione al cristianesimo di Ethelbert e dei suoi sudditi, Agostino, che già aveva fondato un Monastero, prese la decisione di fare costruire una chiesa più grande, entro le mura cittadine di Canterbury. Il pontefice le concesse il rango di cattedrale e in tale modo Canterbury divenne la prima sede episcopale inglese ed Agostino il suo primo vescovo. La crescita proseguì nel VII secolo, anche se il monastero agostiniano fu distrutto dalle invasioni vichinghe, che colpirono l’Inghilterra, tra il IX ed il X secolo. Una parziale ricostruzione fu comunque messa in atto dall’arcivescovo Dunstan nel 978. Dopo gli attacchi danesi del 1013, e a seguito della conquista nel 1066 da parte Normanni – vincitori della Battaglia di Hastings contro l’esercito di Harold II Godwinson – anche la Cattedrale di Canterbury fu in parte riedificata, senza rinunciare completamente all’antica struttura.
Nella cattedrale ormai normanna avvenne il 29 di dicembre del 1170 l’assassinio dell’arcivescovo Thomas Becket, episodio culminante della lunga lotta tra Enrico II ed il prelato che non voleva piegarsi alle limitazioni di libertà e di indipendenza della Chiesa cattolica inglese, previste dalle Costituzioni di Clarendon. Becket fu canonizzato da Alessandro III nel 1173 e da allora cominciarono i pellegrinaggi a Canterbury, raccontati anche da Geoffrey Chaucer, nel XIV secolo (i celebri Canterbury Tales). La fine di Becket è stata come noto anche rievocata dal famoso dramma teatrale di Thomas Stearns Eliot.
Modelli costruttivi francesi alle origini del Gotico inglese
Quando nel 1174, un incendio distrusse poi quasi del tutto la cattedrale, questa venne ricostruita dall’architetto Guglielmo di Sens, il quale la fece riedificare, nello stile del gotico francese. Fu l’inizio del gotico in Inghilterra e Canterbury ebbe una pianta a doppia croce e a tre navate, notevole soprattutto per la sua lunghezza (quasi duecento metri). Alla prima fase dei lavori appartenne il corpo orientale – tutt’ora esistente – con in fondo all’abside la cappella, chiamata Corona, la sola con le vetrate originali del tempio sopravvissute poi all’età di Enrico VIII. Pochi anni dopo fu aggiunta una scalinata, al fine di unire il corpo orientale della chiesa a quello occidentale. Quindi, nel Trecento, vennero ricostruiti, sia il secondo transetto – con volte a ventaglio, incoronate dalla grande torre centrale, la Bell Harry Tower – sia la navata principale della cattedrale, per volere dell’allora priore Chillenden. Canterbury divenne, in tale modo, il primo e più importante esempio storico di architettura gotica inglese. Furono costruiti un coro e tre ordini (quello della navata maggiore, il triforio e cleristorio). La pianta della Cattedrale era a croce latina e al coro absidato originario sono state successivamente aggiunte cinque cappelle radiali, la più famosa delle quali è quella della Trinità, anticipante lo spazio della Corona. Le caratteristiche gotiche di Canterbury sono ancora oggi visibili nelle volte costolonate ad arco acuto, nei diversi ordini raccordati dai pilastri polistili delle navate, e dal forte e voluto senso di verticalità, carico di simbolismi di carattere e teologico e mistico-esoterico. Già nella Cattedrale di Canterbury si può cogliere, inoltre, una tendenza artistico-decorativa in seno allo stile gotico anglo-francese medievale.
Per Canterbury lo splendore medievale finì di fatto con la riforma religiosa tudoriana, intrapresa a metà del Cinquecento. Essa comportò come noto l’abolizione del culto dei santi e degli ordini religiosi, la soppressione di monasteri e la sciagurata perdita di moltissimi documenti librari, di tipo manoscritto, tra cui i testi teologici ed alchemici che sino a quel momento erano stati custoditi dagli agostiniani (tra i quali George Ripley, il massimo ermetista inglese quattrocentesco). Con la riforma anglicana, fu chiusa tra l’altro l’Abbazia di Sant’Agostino e la parte maggiore degli edifici sacri andò in rovina. Una perdita incalcolabile sul piano culturale ed artistico. Rimasero in piedi solo il chiostro e la sala capitolare, cui si aggiunsero più tardi il nuovo St. Augustine’s College e la Christ Church Gate presso l’antico recinto.


