HomeARCHITETTURAMarco Agazzi: un'idea per Almenno San Bartolomeo. Lo spazio di incontro integenerazionale

Marco Agazzi: un’idea per Almenno San Bartolomeo. Lo spazio di incontro integenerazionale

Gli spazi degli oratori, cioè quelli che nei centri parrocchiali sono specialmente dedicati alle attività ricreative e educative dei giovani (come anche all’accoglienza degli anziani e all’incontro tra le generazioni), per ovvi motivi non destano lo stesso interesse ch’è suscitato dalle architetture delle chiese: queste sono (o dovrebbero essere) rivestite di una straordinaria nobiltà e di una sublime capacità simbolica e comunicativa. Gli ambienti dedicati alle attività giovanili hanno un ruolo importante ma secondario: ancillare rispetto a quello spettante agli spazi dedicati alla liturgia.

Ma negli ambienti riservati alle attività dei giovani e alle altre funzioni tipiche dei centri parrocchiali (educazione, gioco, sport, ospitalità…) è pur necessario trovare un qualcosa che li renda eloquenti nella loro missione. Che l’apertura all’ospitalità gratuita, alla promozione della socialità e della crescita delle persone nella relazione più che rispettosa – collaborativa – sia ben ravvisabile. Che le tante attività che vi si praticano, trovino tutte un posto loro adatto e ben armonizzato con l’insieme del complesso: dal teatro alla biblioteca, dal bar agli spazi dedicati allo sport.

Nella tradizione italiana, esaltata da personaggi quali san Filippo Neri o san Giovanni Bosco, sono innumerevoli coloro che hanno mosso i loro passi verso la vita adulta negli oratori, luoghi per eccellenza di formazione al vivere civile illuminato dalla fede.

Di qui l’importanza che la loro architettura sia ben fatta: misurata, armonica, non sgargiante ma accogliente, inserita con discrezione nell’insieme urbano me allo stesso tempo dotata di una riconoscibilità chiara quanto pacata.

Ecco: tutto questo ravvisiamo nel progetto, purtroppo non realizzato, che Marco Agazzi ha studiato per quel prezioso centro della Bergamasca, dal sapore medievale, che risponde al nome di Almenno San Bartolomeo.

Una particolarità di particolare forza che emerge dal progetto è la proposta del “giardino intergenerazionale”: luogo di incontro e dialogo tra giovani e anziani. Una proposta nuova che immagina una risposta a quello che si è da tempo profilato come uno dei maggiori problemi che deve affrontare la nostra società: il crescente numero di anziani rispetto ai giovani, la necessità di recuperare la capacità di stabilire relazioni dirette tra le persone in un’epoca in cui la diffusione degli strumenti tecnologici tende a isolarle, l’aumento di numero delle “famiglie nucleari” dove la collaborazione dei due genitori diviene sempre più labile e in cui la presenza dei nonni tende a scomparire.

Presentiamo qui di seguito il progetto di Marco Agazzi, col testo fornitoci dallo stesso architetto:

Relazione di progetto

Il progetto per il nuovo Oratorio Don Antonio Seghezzi in Almenno San Bartolomeo (Bergamo) trova ispirazione dalla lettura dell’enciclica Laudato Si’ e dal messaggio in occasione della III Giornata dei Nonni e degli Anziani (anno 2023).

Attualmente il complesso oratoriale è composto da un edificio che contiene bar, cucina, aule, da una significativa e vetusta volumetria destinata a cinema-teatro realizzata negli anni 1950, dal campo di calcio, da un cortile per il gioco e da un edificio con alloggio di servizio oratoriale.

Vista aerea della struttura attuale, dal grande tetto di varia inclinzione del cinema teatro affiancato dallo spazio aperto

Il progetto immagina il nuovo complesso oratoriale come un luogo comunitario con spazi creati per favorire l’incontro tra persone di età diverse.

Planimetria di progetto del nuovo complesso

Principale elemento rappresentativo dell’intervento è la nuova sala della comunità. Uno spazio polifunzionale capace di consentire utilizzi diversi (anche cinema e teatro) cuore identitario dell’intero complesso oratoriale. Con una doppia altezza architettonica che genera una percezione spaziale ampia e luminosa dello spazio in relazione con il paesaggio circostante. Il volume architettonico della sala della comunità è stato pensato per essere realizzato anche con il riutilizzo dei materiali provenienti dalla demolizione del vetusto cinema-teatro. Un esempio di filiera rigenerativa delle strutture e dei materiali demoliti, trattati e recuperati.

Nel progetto, oltre alla sala della comunità, trovano spazio la Cappella Eucaristica, le aule educative, il nuovo bar e la nuova cucina.

Il giardino intergenerazinale, oltre il quale di vede la sala della comunità.

Il giardino intergenerazionale, ispirato dalla lettura del messaggio ai nonni e agli anziani, rappresenta un importante elemento del progetto oratoriale. Un luogo che non è stato concepito come semplice area verde o di sosta, ma immaginato come una vera infrastruttura sociale capace di mettere in relazione generazioni diverse. Con spazi definiti da alberature per creare ombreggiamento, migliorare il microclima e incorniciare le visuali verso il paesaggio circostante. Luogo di costruzione della comunità in dialogo, collegato con la vicina sala della comunità.

Planimetria generale con le pertinenze quali i campi sportivi

Gli spazi per il gioco del calcio, della pallavolo e del basket vogliono invece confermare lo sport come sistema oratoriale inclusivo e comunitario.

Una nuova concezione di oratorio: tante opportunità per l’incontro di persone di ogni generazione

In questo modo il progetto predisposto dallo Studio Agazzi (invitato a far parte della commissione incaricata di proporre soluzioni progettuali per il nuovo oratorio) ha inteso suggerire un modello oratoriale nel quale spiritualità, cultura, socialità e paesaggio convivono armonicamente divenendo un riferimento identitario per le generazioni presenti e future.

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