Il complesso fenomeno della dismissione dei luoghi di culto, finanche l’alienazione degli stessi, negli ultimi anni si sta configurando con sempre maggiore consistenza e con un’ampia ricaduta a livello internazionale.
Molteplici le cause, tra le quali ricordiamo: il progressivo spopolamento delle aree rurali; l’invecchiamento anagrafico del clero e la significativa diminuzione delle vocazioni sacerdotali; una comprovata difficoltà nella tutela di un patrimonio storico costituito da numerose chiese la cui gestione e manutenzione richiede risorse economiche purtroppo non sempre disponibili. Ma i processi di trasformazione dei luoghi di culto hanno sempre interessato la storia della Chiesa e per questo motivo l’attuale fase di dismissioni, seppur particolarmente accentuata, non va considerata solo quale “risvolto critico” della nostra contemporaneità, ma, diversamente, quale rinnovata fase di trasformazione della Chiesa stessa e della società. In questa prospettiva, le due giornate seminariali, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Alberto Marvelli” delle Diocesi di Rimini e San Marino-Montefeltro propongono sia alcune prospettive di ricerca, sia alcune buone pratiche quali esempi virtuosi di un’operatività che ha come scopo ripensare l’edificio di culto quale vero e proprio Patrimonio di comunità (Convenzione di Faro), senza snaturarne l’identità fondativa.
In occasione di questo seminario di studi a Ravenna sarà presentato il risultato degli studi e degli interventi di restauro di comunità presso la Basilica di Santa Maria Maggiore a Lomello nell’ambito delle attività accademiche del corso di restauro architettonico (restoration) di cui è titolare la professoressa Olimpia Niglio dell’Università di Pavia e Arcidiocesi di Lucca in collaborazione con la Diocesi di Vigevano e la Parrocchia di Lomello.
In allegato il programma del convegno



