Il viaggio diocesano dell’Arcidiocesi di Lucca con la guida spirituale dell’Arcivescovo Paolo Giulietti ha percorso un interessante cammino nel Regno hashemita di Giordania pietra angolare della storia biblica, testimone della vita e dell’eredità storica di figure influenti delle Scritture: Abramo, Giobbe, Mosè, Rut, Elia, Giovanni Battista, Gesù Cristo e Paolo sono tra i tanti che hanno percorso questa straordinaria terra. Infatti, tra le regioni della Terra Santa, la Giordania è l’unico luogo toccato da tutte queste imponenti figure bibliche, il suo stesso suolo respira con le storie e le rivelazioni riportate nella Sacra Bibbia.
L’intenso programma del pellegrinaggio ha consentito a un gruppo di 20 pellegrini di visitare importanti siti archeologici testimoni della storia del cristianesimo dal nord al sud della Giordania: Tell Mar Elias ritenuto luogo di nascita del profeta Elia; situato su una collina vicino ad Ajloun; Umm Qays che secondo la tradizione si tratta della biblica Gadara e da cui si gode una spettacolare vista del lago di Tiberiade; Anjara, antica città sulle colline di Galaad, a est della Valle del Giordano, dove la tradizione ricorda il passaggio di Gesù, Maria e i discepoli e cuore del Santuario di Nostra Signora della Montagna; Betania, luogo del battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista e ancora il Monte Nebo, promontorio che domina il Mar Morto, la valle del Giordano, Gerico e le lontane colline di Gerusalemme e dal cui luogo Mosè contemplò la Terra di Canaan e ancora Mukawir, sito dell’imponente fortezza di Macheronte, palazzo-fortezza di Erode, dove fu imprigionato e decapitato Giovanni Battista. Sono stati visitati anche due importanti Patrimonio dell’Umanità come il sito archeologico di Petra (patrimonio Unesco dal 1985) e il deserto di Wadi Rum (patrimonio Unesco dal 2011) nel sud del paese a pochi chilometri dal confine con l’Arabia Saudita. Importanti gli incontri con le comunità missionarie cattoliche attive in Giordania e con le istituzioni ecclesiastiche e governative.
In particolare, il 7 settembre il pellegrinaggio è stato accolto presso il Cultural Hub Bayt Yaish, nel quartiere storico di Jabal Al-Weibdeh ad Amman. Si tratta di un importante centro culturale e di valorizzazione del patrimonio culturale della Giordania. Ospitato in una residenza storica costruita nel 1952, l’edificio è stato restaurato grazie alla collaborazione tra la famiglia Yaish e il Petra National Trust, diventando uno spazio dedicato alla cultura, all’arte, all’educazione e alla tutela del patrimonio culturale.
In questa sede il 7 settembre 2026 alle ore 18.00 si è riunita una delegazione internazionale alla presenza di Sua Altezza la Principessa Dana Firas’ di Giordania, presidente di ICOMOS Giordania, sezione locale della Commissione UNESCO per la tutela dei monumenti e dei siti.
L’incontro è stato organizzato per accogliere S.E.R. mons. Paolo Giulietti dell’Arcidiocesi di Lucca e la delegazione del pellegrinaggio. L’occasione è stata proficua anche per analizzare tematiche finalizzate alla tutela del dialogo tra comunità, storia e identità culturale locale e patrimonio religioso la cui commissione internazionale ICOMOS è presieduta dalla professoressa Olimpia Niglio che collabora con l’arcivescovo Giulietti con cui coordina il progetto “Thesaurum Fidei”. Importante la presenza della Diplomazia Vaticana con S.E.R. mons. Giovanni Pietro Dal Toso Nunzio apostolico per la Giordania e Cipro; il Rev. don Giovanni Falorni, collaboratore di S.E.R. Dal Toso Nunziatura Apostolica per la Giordania e Cipro; il Rev. don Humam Khzouz, giudice presso il Tribunale Ecclesiastico di Amman, Patriarcato Latino di Gerusalemme e del Rev. don Mario Cornioli, sacerdote della diocesi di Fiesole e fidei donum del Patriarcato Latino di Gerusalemme in sede ad Amman, Giordania.
Presente la Diplomazia Italiana con l’Ambasciata d’Italia ad Amman grazie a S.E. Ambasciatore Pier Luigi Zamporlini e al Dr. Ceravolo Francesco, Primo Segretario, Ambasciata d’Italia ad Amman.
Il pellegrinaggio si è concluso con un importante incontro presso la comunità parrocchiale diretta da don Mario Cornioli che da anni accoglie profughi siriani coinvolti in attività produttive, favorendo lo sviluppo anche dell’artigianato locale.
Amman 7 settembre 2026


