La rinascita di Brancoli, sulle colline a nord di Lucca, non è soltanto una vicenda locale: è un segnale che interroga il modo in cui oggi pensiamo il patrimonio, la comunità e il futuro dei nostri territori delle aree interne. In un tempo in cui molti borghi italiani vivono la fatica dello spopolamento e della perdita di identità, Brancoli offre una narrazione diversa: quella di un luogo che sceglie di rigenerarsi, di ricucire la propria storia e di restituire senso alla presenza del sacro nel proprio paesaggio culturale.
La costellazione di chiese, una pieve e diverse cappelle che punteggiano Brancoli non è un semplice repertorio architettonico. È un sistema di memoria che ha accompagnato generazioni, un paesaggio spirituale che ha modellato la vita sociale e culturale di questo territorio collinare della città di Lucca. L’Arcidiocesi di Lucca, impegnata nella tutela del proprio patrimonio religioso, ha compreso che la conservazione non basta: occorre restituire ai luoghi la loro funzione originaria di relazione, ascolto e comunità attraverso un’attenzione più focalizzata alle aree interne, un progetto fortemente sostenuto dall’Arcivescovo Paolo Giulietti anche in ambito nazionale.
In questo senso, la rinascita sotto il campanile non è un gesto nostalgico, ma un atto sociale nel senso più alto del termine: riguarda la polis, la vita collettiva, la capacità di una comunità di riconoscersi nei propri simboli religiosi e di prendersene cura.

Comunità di Brancoli presso il campanile della chiesa di San Lorenzo durante un incontro di “Geografie Sacre”
In questo ambito ha avuto un ruolo interessante il progetto Geografie Sacre. Pellegrini della Conoscenza, iniziativa culturale dell’Arcidiocesi di Lucca (Ufficio Pastorale Tempo Libero) che ha contribuito ad avviare un cambio di paradigma. È un progetto di comunità che non si limita a mappare luoghi, ma a ricucire relazioni sociali: tra persone e paesaggi, tra storia e contemporaneità, tra spiritualità e quotidiano. Brancoli, con la sua interessante presenza e stratificazione di chiese e pievi romaniche e la sua posizione panoramica, diventa un nodo di questa rete culturale. Qui il sacro non è solo l’edificio religioso, ma si espande nel territorio, nelle vie antiche, nei terrazzamenti degli uliveti, nelle comunità attive che abitano questi luoghi.
La vera novità è che la rinascita di Brancoli nasce dal basso. La Comunità non è spettatrice, ma protagonista: custodisce, apre, racconta, accompagna. In un’epoca in cui la partecipazione civica e parrocchiale sembra indebolirsi, Brancoli dimostra che la cura dei luoghi può riattivare energie sociali sopite. La comunità diventa interprete del proprio patrimonio, non per difenderlo come reliquia, ma per farne un bene vivo, generativo, capace di parlare alle nuove generazioni presenti e future.
Così la rinascita sotto il campanile è un’immagine potente: suggerisce che la spiritualità può ancora essere un motore di coesione, che il patrimonio religioso è una importante infrastruttura sociale, che la bellezza è un diritto condiviso. Brancoli non è un caso isolato, ma un laboratorio che può ispirare altri territori. Mostra che la tutela non è solo conservazione, ma visione; che la cultura non è solo memoria, ma futuro; che la comunità non è solo eredità, ma responsabilità.

Il campanile della Chiesa di Santa Maria Assunta a Brancoli durante un incontro di “Geografie Sacre”.
Così in un’Italia che spesso fatica a riconoscere il valore dei propri borghi, l’esperienza di Brancoli diventa virale e ricorda che la rinascita è possibile quando si intrecciano tre elementi fondamentali: istituzioni ecclesiastiche attente e propositive, comunità partecipi e una lettura del territorio che non separa il sacro dal quotidiano. In tale direzione il progetto Geografie Sacre diventa così non solo una straordinaria iniziativa culturale ma rappresenta l’anello di congiunzione tra società civile e religiosa per guardare i territori con occhi nuovi, per riconoscere che la cura dei luoghi è cura delle persone, e che la bellezza, quando condivisa, diventa forza per costruire insieme un mondo migliore.

Il campanile della Pieve di San Giorgio di Brancoli durante un incontro di “Geografie Sacre”.

Campanile della chiesa romanica di San Lorenzo a Brancoli
Vi aspettiamo a Brancoli (Lucca) per trascorrere insieme delle straordinarie giornate di condivisione
1° agosto a Deccio di Brancoli. Ore 20.00, Serata musicale e cena (su prenotazione)
6 agosto a Pieve di Brancoli. Ore 19.00 Pizzata sotto le stelle e Giochiamo insieme a pallavolo (ingresso libero)
10 agosto a Pieve di Brancoli. SS. Messa alle ore 18.00 celebrata dall’Arcivescovo Paolo Giulietti e a seguire cena presso la Canonica (su prenotazione)
Tutte le offerte raccolte durante questi eventi saranno devolute alla Comunità parrocchiale per la conservazione del patrimonio religioso della Brancoleria.
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